MENTE DA CAMPIONE: viaggio tra i calciatori che allenano la mente… GIULIO GRIFONI

La forza mentale è indubbiamente una delle caratteristiche vincenti di Giulio Grifoni, classe 1993 cresciuto nel settore giovanile della Fiorentina con la quale ha vinto la Coppa Italia Primavera nella stagione 2010-2011 assieme a un’altra conoscenza di Football Mental Academy: Cristiano Piccini (clicca qui per leggere la sua intervista). Una forte solidità mentale ha permesso a Giulio di superare con coraggio e tenacia un periodo particolarmente delicato che lo ha tenuto fuori dai campi di gioco per oltre 4 mesi. In questa intervista esclusiva a FMA svela come ci è riuscito.

Giulio, oltre ad allenare meticolosamente ogni componente della tua preparazione, sappiamo che curi molto anche l’allenamento mentale, come hai conosciuto questa disciplina, da quanto la pratichi e quali sono i benefici che fin qui hai ottenuto?

Sono venuto a conoscenza dell’allenamento mentale leggendo un intervista a Riccardo Saponara, giocatore della Fiorentina (all’epoca all’Empoli) che parlava di questa disciplina. Cosicché ho cominciato a informarmi meglio e grazie ad un amico comune ho conosciuto Stefano Tavoletti, un esperto del settore. Oramai è da circa un anno e mezzo che collaboro con Stefano, devo dire che all’inizio ero un po’ scettico, ma poi con il passare del tempo ti accorgi dell’incredibile potere che la mente ha sul corpo: puoi allenare il fisico quanto vuoi, ma serve a poco se non alleni anche la mente. La mente è fondamentale, spesso fa la differenza e allenandola ottieni davvero tanti benefici!

Quanto tempo dedichi all’allenamento mentale e tra le tante “tecniche mentali” che utilizzi qual è quella che prediligi particolarmente?

Dedico all’allenamento mentale di media circa 45 minuti al giorno, lo faccio nella mia stanza e isolandomi dal mondo esterno. Sicuramente la tecnica da cui traggo maggiori benefici è quella della visualizzazione: a volte immagino la partita nella mia mente durante la settimana e la domenica mi capita di rivivere in campo situazioni che già avevo visto durante il mio allenamento mentale! Ritengo molto importante anche il relax settimanale, è fondamentale far riposare anche la mente oltre che il corpo.

 

Dopo le positive esperienze di Venezia e Prato dove ti sei messo in mostra come uno dei calciatori piu’ promettenti della categoria, ha fatto seguito un periodo non propriamente felice alla Juve Stabia, al quale sono seguite tutta una serie di vicende che hanno intralciato i tuoi piani tenendoti fuori per mesi da quel mondo che tanto ami.  In questo periodo della tua carriera particolarmente delicato che ruolo ha avuto l’aspetto mentale?

Sicuramente Prato e Venezia sono state due tappe molto importanti nella mia carriera. Purtroppo la scelta della Juve Stabia non è stata una delle più felici, anche se poi alla fine mi ha fatto crescere e maturare dal punto di vista mentale. In quei mesi che non giocavo, continuavo a lavorare su me stesso anche mentalmente, grazie a questo non sono mai crollato psicologicamente e mi sono sempre fatto trovare pronto quando sono stato chiamato in causa. In quel periodo devo molto all’aspetto mentale e a Stefano che mi ha aiutato a tenere duro e a continuare a lavorare!

Pur senza squadra, hai continuato ad allenarti da solo e a lottare tenacemente per ritornare a calcare i campi di gioco, poi a ottobre finalmente la chiamata del Messina. Come è stato il tuo approccio alla nuova realtà dopo tanta sofferenza?


Nonostante avessi ancora due anni di contratto con il Prato, ho deciso di rescindere per una nuova avventura che, a seguito di scelte sbagliate, non è andata a buon fine, cosicché ad Agosto mi sono ritrovato senza squadra! In quei mesi mi allenavo ogni giorno da solo fiducioso che potesse giungere quella chiamata che invece non arrivava, è stata dura ma non ho mai mollato, mi allenavo non soltanto fisicamente ma anche
mentalmente! Poi a ottobre finalmente la chiamata di mister Lucarelli che mi voleva con lui a Messina, senza pensarci due volte ho preso il primo aereo e l’ho seguito!

L’approccio è stato fantastico. La voglia di rivalsa che da mesi ardeva dentro di me ha avuto un effetto auto motivante incredibile, avendo lavorato sulla mia mente sapevo che mi sarei fatto trovare pronto da subito, e così è stato!

Il tuo allenatore Cristiano Lucarelli da sempre è molto attento all’aspetto mentale/motivazionale, tanto che spesso lo mette davanti a tutto, cosa ci dici in proposito?

Lucarelli è un uomo vero in un mondo dove spesso ti imbatti in persone finte e senza scrupoli, questo penso sia il suo miglior pregio, oltretutto è anche un ottimo allenatore coadiuvato da uno staff di collaboratori altrettanto preparati. Lui rispecchia da allenatore un po’ quello che era da calciatore, è una persona molto motivata ed è per questo che ha lavorato e lavora molto sulla mente dei giocatori, spesso dice: “possiamo stare benissimo a livello fisico ma senza testa non potremmo mai fare niente di buono!”

Sei un calciatore polivalente che puoi ricoprire diversi ruoli. Considerando che la mente per “default” non ama particolarmente i cambiamenti, come vivi psicologicamente il tuo processo di adattamento ai nuovi ruoli?

Sono nato come esterno di centrocampo, ma in questi anni ho ricoperto vari ruoli quali esterno alto, esterno basso o mezz’ala. E’ vero, la mente non ama molto i cambiamenti, però grazie alle tecniche di visualizzazione riesco a farla abituare ai movimenti, alle azioni e alle giocate che dovrò fare la domenica sul campo.

Cosa stai facendo per migliorarti e cosa continuerai a fare per centrare quegli obiettivi importanti che ti sei prefisso?

Sto continuando a lavorare duramente ogni giorno, sia a livello fisico che mentale, cercando di migliorare ogni giorno per ambire al meglio: ogni domenica cerco di fare sempre quel passo in più, non accontentandomi mai di ciò che di buono posso aver fatto!

Ringraziamo Giulio Grifoni e augurandogli le migliori fortune, chiudiamo questa intervista con una citazione di Billy Mills, medaglia campione olimpico dei 10000 metri piani a Tokyo 1964.

L’obiettivo ultimo non è vincere, ma raggiungere il massimo delle proprie capacità e competere contro se stessi ottenendo il meglio possibile. Quando lo fai, ti senti orgoglioso. Potrai fare qualunque con questa forza d’animo e orgoglio nel cuore.

A cura di Stefano Tavoletti

2017-03-29T19:54:51+00:00